I nostri prossimi eventi

Agosto 2019

Giovedì, 29-08-2019

Il libro della Giungla

 
  Chioggia

IL LIBRO DELLA GIUNGLA

Fondazione Aida / Febo Teatro
Teatro d’attore e pupazzi
Dall’omonimo racconto di Rudyard Kipling

drammaturgia e regia: Pino Costalunga
con: Nicola Perin, Claudia Bellemo e Matteo Fresch
pupazzi: Andrea Coppi, Nadia Simeonova e Nicola Perin
musiche originali: Leonardo Frattini
scenografia: Sergio Perin

Mowgli è il cucciolo d’uomo che la terribile Tigre Zoppa Shere Khan ha catturato e vuole mangiarsi. Salvato da una coppia di Lupi che lo sottrae al famelico morso felino è nella Giungla che si svolgono tutte le sue avventure ed è sempre lì che nascono le sue grandi amicizie, soprattutto quella con l’Orso Baloo e con la Pantera Bagheera. La Giungla è amica dunque ma è più spesso pericolosa e Mowgli, nonostante gli insegnamenti di Baloo e della Pantera Bagheera, non poche volte mette a repentaglio la sua vita. E allora cosa lo contraddistingue e cosa lo rende speciale rispetto agli altri animali e abitanti della Giungla? Una cosa per lui preziosa ma anche pericolosa: il suo sguardo!

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Settembre 2019

Domenica, 01-09-2019

Le follie di Dracula

 
  Paluello, Strà (VE)

Lo spettacolo ha come protagonista Dracula e la sua serva: l’Orca! Un’Orca terribile, un’Orca mostruosa, un’Orca cattivissima, un’Orca feroce, un’Orca… cortese?! Ma può un’Orca essere disponibile, generosa, amichevole? Eccola qui la povera orchetta alle prese con il crudele Dracula e i suoi piani malefici. A darle una mano saranno i bambini presenti, ma lo farà soprattutto il buon mago della foresta, dolce e forte, che la aiuterà a ritrovare coraggio e la libererà dal crudele Dracula. Uno spettacolo incalzante e comico che assicura divertimento a grandi e piccini ad ogni replica!

una produzione Febo Teatro
Tecnica: teatro d’attore
Testo e regia: Nicola Perin
Attori: Nicola Perin, Margherita Piccin, Giacomo Goldin

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Mercoledì, 04-09-2019

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?

  Teatro Camploy, Verona

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene e pupazzi: Nicola Perin, Nadia Simeonova
Costumi: Antonia Munaretti, Nadia Simeonova
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Giovedì, 05-09-2019

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?

  Teatro Camploy, Verona

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene e pupazzi: Nicola Perin, Nadia Simeonova
Costumi: Antonia Munaretti, Nadia Simeonova
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Sabato, 07-09-2019

Il mago di Oz

 
  Campolongo Maggiore (VE)

Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione Aida
Elaborazione testo: Gianluca Meis
Regia: Pino Costalunga
Con: Claudia Bellemo, Sara Favero, Nicola Perin
Pupazzi: Nicola Perin
Oggetti di scena: Guglielmo Avesani
Tecnica utilizzata: Teatro d'attore e di figura 
Durata: 60 minuti

Dorothy, una bambina che vive nel Kansas assieme ai propri zii, viene scaraventata da un ciclone improvviso in un paese popolato da strani personaggi. Atterra nel villaggio dei Succhialimoni, degli ometti bizzarri che la ringraziano perché ha ucciso la Strega cattiva dell’Est, schiacciata dalla caduta della casa.

Il suo unico pensiero è quello di fare ritorno a casa, ma pare che il solo che possa aiutarla è il Mago di Oz. Lungo il cammino che la condurrà dal Mago, Dorothy incontra lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Vigliacco. I nuovi amici di Dorothy pensano di avere un vuoto da colmare, per questo hanno bisogno dell’intervento del Mago di Oz. Lo Spaventapasseri crede di aver bisogno di un cervello, il Boscaiolo di Latta di un cuore e il Leone di coraggio, mentre Dorothy non vuole fare altro che ritornare nel suo paese.

Durante il viaggio, ognuno di loro, affrontando le proprie paure per superare gli ostacoli che incontrerà lungo il percorso, mostrerà di possedere già ciò che pensava gli mancasse.

Rivolgendoci direttamente al testo di Baum, abbiamo cercato di evidenziarne l'aspetto più "fantastico" legato a quell'esperienza attraverso cui tutti siamo passati: quel pericoloso e tortuoso cammino che è il crescere, il diventare grandi. Ci vuole decisamente cervello, cuore e coraggio!

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