Teatro Ragazzi

Età 4-10 anni

IL LIBRO DELLA GIUNGLA

Testo e regia: Pino Costalunga
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Scenografia: Enrico Patechi, Sergio Perin
Pupazzi: Nadia Simeonova
Musiche originali: Leonardo Frattini
Costumi: Matteo Fresch
In collaborazione con: Fondazione Aida

Sinossi spettacolo:
Cos’è? Dove si trova di preciso? Cosa c’è nella giungla? Immaginarla potrà essere semplice ma, in effetti, spiegare la giungla a un bambino un pochino meno.

Ecco allora che, a venirci in aiuto, sono le avventure del piccolo Mowgli che vive prorpio nella giungla indiana. Mowgli è il cucciolo d’uomo che la terribile Tigre Zoppa Shere Khan ha catturato e vuole mangiarsi. Salvato da una coppia di Lupi che lo sottrae al famelico morso felino è nella Giungla che si svolgono tutte le sue avventure ed è sempre lì che nascono le sue grandi amicizie, soprattutto quella con l’Orso Baloo e con la Pantera Bagheera. La Giungla è amica dunque ma è più spesso pericolosa e Mowgli , nonostante gli insegnamenti di Baloo e della Pantera Bagheera, non poche volte mette a repentaglio la sua vita. E allora cosa lo contraddistingue e cosa lo rende speciale rispetto agli altri animali e abitanti della Giungla? Una cosa per lui preziosa ma anche pericolosa: il suo sguardo!

E’ facile capire da tutto questo che la Giungla può essere una metafora, che la giungla può essere là fuori, dovunque, con tutte le avventure belle da vivere, con tutte le straordinarie amicizie, ma anche con i suoi pericoli e le sue paure.

Ed è questo che la nostra versione teatrale del famoso racconto di Kipling vuole raccontare ai bambini dando a loro più chiavi di lettura pur rimanendo fedeli a quella magnifica storia che il libro dell’autore inglese premio Nobel nel 1907 prima e la versione a cartoni animati di Walt Disney poi hanno reso famoso in tutto il mondo.

Il mago di Oz

Testo: Gianluca Meis
Regia: Pino Costalunga
Con: Claudia Bellemo, Nicola Perin, Sara Favero
Realizzazione scenografie: Guglielmo Avesani
In collaborazione con; Fondazione Aida

Sinossi spettacolo:
Dorothy, una bambina che vive nel Kansas assieme ai propri zii, viene scaraventata da un ciclone improvviso in un paese popolato da strani personaggi. Atterra nel villaggio dei Succhialimoni, degli ometti bizzarri che la ringraziano perché ha ucciso la Strega cattiva dell’Est, schiacciata dalla caduta della casa.

Il suo unico pensiero è quello di fare ritorno a casa, ma pare che il solo che possa aiutarla è il Mago di Oz. Lungo il cammino che la condurrà dal Mago, Dorothy incontra lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Vigliacco. I nuovi amici di Dorothy pensano di avere un vuoto da colmare, per questo hanno bisogno dell’intervento del Mago di Oz. Lo Spaventapasseri crede di aver bisogno di un cervello, il Boscaiolo di Latta di un cuore e il Leone di coraggio, mentre Dorothy non vuole fare altro che ritornare nel suo paese.

Durante il viaggio, ognuno di loro, affrontando le proprie paure per superare gli ostacoli che incontrerà lungo il percorso, mostrerà di possedere già ciò che pensava gli mancasse.

Rivolgendoci direttamente al testo di Baum, abbiamo cercato di evidenziarne l'aspetto più "fantastico" legato a quell'esperienza attraverso cui tutti siamo passati: quel pericoloso e tortuoso cammino che è il crescere, il diventare grandi. Ci vuole decisamente cervello, cuore e coraggio!

CLARABELLA E LE RABBIASTORIE

Testo: Gianluca Meis
Regia: Nicola Perin
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch
Scenografia: Enrico Patechi
Costumi: Matteo Fresch

Sinossi spettacolo:
Come affrontare la rabbia? Come uscire da quel labirinto di emozioni e voci interiori in cui spesso finiscono i bambini? La consapevolezza è una strada: essere coscienti di trovarsi in un labirinto e decidere di uscirne. Detta così però è difficile da spiegare ad un bambino. Ed ecco che quindi entra in gioco il linguaggio del teatro. Entrare ed uscire dal labirinto della rabbia è infatti proprio quello che accadrà ai protagonisti dello spettacolo teatrale “Clarabella e le Rabbiastorie”. Per sfuggire da una sicura punizione, Clarabella si nasconde nello sgabuzzino della scuola: lì incontra Tobia e scopre che non è l’unica a diventare furibonda con poco. Ma all’improvviso ecco delle voci, che fare? I due bambini scorgono una piccola porta e ci entrano. Da lì comincerà per loro un viaggio fatto di colpi di scena e di storie che parlano di rabbia. Un percorso lungo il quale impareranno a gestire quel labirinto d’ira e ne usciranno cambiati. La tematica è stata selezionata da un sondaggio presentato alle scuole primarie del Veneto in cui è stato evidenziato l’interesse per l’argomento.

LE AVVENTURE DEGLI SPRECONTROLLORI

Testo: Lia Bonfio
Regia: Nicola Perin e Sara Favero
Con: Nicola Perin e Sara Favero
Pupazzi: Nicola Perin e Enrico Patechi

Sinossi spettacolo:
Gli sprecontrollori sono degli agenti speciali che combattono contro lo spreco. Devono affrontare quotidianamente gravi emergenze e salvare il mondo dagli spreconi più incalliti.

Il Capo, autoritario burattino, invia questi agenti ad affrontare missioni rocambolesche e imprevedibili. Durante lo spettacolo Rick e Jenny, sprecontrollori professionisti, si imbatteranno negli spreconi dell’acqua, dell’elettricità e del cibo, cercando di dissuaderli dalla loro pessima condotta. Ma Rick e Jenny ancora non sanno che il Capo ha in serbo per loro una missione speciale, molto più difficile di quelle affrontate finora.

Quale sarà questa impresa? Gli sprecontrollori riusciranno a superare tutte le sfide?

MA PERCHÉ TUTTI MI CHIAMANO FRANKENSTEIN? - NOVITÀ 2019

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene e pupazzi: Nicola Perin, Nadia Simeonova
Costumi: Antonia Munaretti, Nadia Simeonova
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

Età 6-10 anni

LA LAMPADA DEI DESIDERI - Storia di Aladino

A cura di: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Nicola Perin
Scenografia: Enrico Patechi, Sergio Perin
Costumi e maschere: Matteo Fresch
Musiche originali: Claudia Bellemo

Sinossi spettacolo:
Chi di noi non vorrebbe esaudire i propri desideri facilmente? Senza fatica? Senza attese? Eppure, a volte è proprio nella fatica e nell’attesa che capiamo cosa vogliamo. La storia di Aladino e la lampada magica è un ottimo esempio di come sia importante sognare con concretezza, imparando che faticare per un obiettivo fa parte della crescita di ognuno di noi. In un mondo in cui la velocità fa da padrone, è importante più che mai insegnare alle nuove generazioni a scegliere con cura i propri desideri e a perseguirli con calma e costanza.

Aladino è un ragazzo che vuole avere tutto e subito senza fatica. Passa le giornate a giocare ai videogiochi, senza alzare un dito, fino a quando è costretto a scendere al bazar sotto casa dove incontra Ali Babà, il padrone del negozio che gli regala una Lampada. Il ragazzo, senza troppo interesse, la porta a casa e scopre che quella non è una lampada come le altre, ma è magica: esaudisce i desideri delle persone. Qui comincia l'avventura del giovane tra colpi di scena e incontri, scoprirà che se vuoi davvero qualcosa non c'è magia più forte della volontà.

Uno spettacolo ironico e d'effetto in cui verranno usati numerosi linguaggi teatrali (maschere, pupazzi) uniti ad incursioni tecnologiche (animazione video, proiezioni).

DINOSAURI SULLA LUNA

Testo: Gianluca Meis
Regia: Nicola Perin
Con: Alice Centazzo e Giulio Santolini / Claudia Bellemo e Nicola Perin
Consulenza: Luca Mosetti, Simone Favaretto
Pupazzi: Walter Mazzocchi
Didattica: Pleiadi
In collaborazione con: Pleiadi e Gran Guardia

Sinossi spettacolo:
Una storia di amicizia straordinaria e di un obiettivo da raggiungere. Ecco cos’è lo spettacolo “Dinosauri sulla Luna”. Tommy ha un amico fuori dal comune: un piccolo dinosauro che “abita” in uno scatolone. L’imminente trasloco di Tommy, però, rende difficile nascondere ancora a lungo l’amico...ma ecco che il giornale radio svela che sulla Luna ci sono i dinosauri! Ma per raggiungerli come si può fare?

Costruire un razzo! Il progetto non è facile: servono competenze e, soprattutto, risorse economiche, ma Tommy non si abbatte e con i risparmi e gli investimenti della paghetta del nonno, assieme all’ingegno della sua compagna di classe Cinzia, riusciranno a raggiungere l’obiettivo e a far ricongiungere l’amico dinosauro con i suoi simili.

Un traguardo raggiunto, un sogno realizzato, un’amicizia speciale e forse un amore che nasce…ecco il mix perfetto di questo spettacolo, che vuole far divertire ma anche insegnare che per i propri sogni bisogna lottare.

Età +11 anni

TO BE - Cyberbullismo

Testo e regia: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Katiuscia Bonato e Matteo Fresch
Supervisione drammaturgica: Paola Bigatto
Musiche originali: 14/92
Costumi: Matteo Fresch
Realizzato con il contributo dell’Ufficio Scolastico Territoriale

Sinossi spettacolo:
Alessandro, un ragazzo all’ultimo anno di liceo, piomba nel bagno della scuola. È disperato: i compagni lo bullizzano, Maddalena non lo degna di uno sguardo, i suoi non lo capiscono e per di più qualcuno gli ha imbrattato il giubbotto nuovo. L’unica consolazione pare TO BE, una app gratuita in cui puoi fare domande e ricevere risposte anonime. Anche Alessandro se l’è scaricata ma senza ottenere i risultati sperati.

In quello arriva Ornella, la gagliarda bidella della scuola, che prova ad aiutare Alessandro pur appartenendo ad una generazione molto lontana da tutta quella tecnologia. Paradossalmente, sarà proprio grazie a TO BE che entrambi verranno messi alla prova e stimolati a fare un cambiamento che richiederà una loro scelta.

Uno spettacolo che parla di identità, di cyberbullismo e che ha come verbo assoluto lo scegliere. Adatto ad un pubblico di studenti della Scuola secondaria e adulti. Ironico, graffiante e con note amare.

#MIRRORS - Dismorfofobia

Testo: Andrea Pennacchi e Lia Bonfio
Regia: Andrea Pennacchi e Lorenzo Maragoni
Con: Nicola Perin e Eleonora Fontana
Co-produzione Febo Teatro e Teatro della Gran Guardia

Sinossi spettacolo:
Lo spettacolo teatrale è volto a sensibilizzare il pubblico di ogni età riguardo al delicato tema della dismorfofobia, cioè del problema che molti giovani (e non solo) hanno nel non riconoscere nel modo naturale la propria corporeità. Un problema che a volte può sembrare banale ma che spesso porta a reazioni esasperate e angosciose fino a causare gesti assurdi.

Siamo alla fermata del tram e, come ogni giorno, Anita, studentessa liceale, lo attende per andare a scuola. Ma lei ha un atteggiamento di continuo disagio e sofferenza a causa, si scoprirà, della sua non accettazione del proprio corpo, in particolare dei suoi capelli. Finché un giorno (ha il motorino rotto) alla fermata capita anche Ken, ragazzo estroverso, sensibile e studente di agraria, che la guarda con interesse... Anita è carina, Anita sembra dolce, Anita soffre...

Giorno dopo giorno Ken cerca di capire e, in questo complicato percorso, sarà proprio lui a prenderla per mano ed aiutarla a rendere tutto meno difficile.

Letture ed eventi speciali

Il razzo straordinario - lettura

Testo di Oscar Wilde
Regia di Nicola Perin
Con: Alice Centazzo e Sara Favero
Adatto dai 5 anni - è preferibile rappresentarlo all'interno - durata 45/50 minuti circa

Sinossi spettacolo
Durante la festa organizzata per le nozze del figlio del re, dopo la cerimonia, il banchetto e le danze, è previsto uno straordinario e memorabile spettacolo pirotecnico. Il Re ha affidato il compito a due artificiere, a dirla tutta un po’ sbadate e giocherellone, che non resistono all’idea di entrare di nascosto nel palazzo regale per partecipare ai festeggiamenti, lasciando così incustoditi i fuochi d’artificio.

In scena, nell’attesa di essere sparati, i razzi prenderanno vita e inizieranno a dialogare tra di loro. Così tra giochi, inseguimenti ed esplosioni inaspettate verrà narrata questa meravigliosa fiaba di Oscar Wilde.

Il Re sarà soddisfatto dello spettacolo? Le artificiere riusciranno, nonostante le mille distrazioni, a portare a termine il compito loro affidato?

Il carretto del cantastorie - narrazione

Testo: Gianluca Meis
Interpretato da: Francesca D’Este

Sinossi spettacolo:
Dopo una raccolta accurata di storie della tradizione, orale e non, tipiche del territorio padovano, uno scrittore le ha trasformate in racconti e un attore (il cantastorie), è andato di paese in paese, di borgo in borgo, a raccontarle... proprio come una volta, con il solo ausilio della parola e di un carretto speciale che conterrà appunto tutte queste storie.
Francesca D’Este, attrice professionista ed esperta narratrice riuscirà a ricreare, con il solo ausilio delle parole, del tono della voce e delle espressioni, delle immagini vive negli occhi degli spettatori. Tre fiabe folkloristiche che suscitano curiosità e divertimento in chiunque le ascolti.

Letture personalizzate

Febo mette a disposizione i suoi attori per letture animate, sia direttamente proposte da noi (dai classici a nostre storie originali), sia su proposta dei committenti. Potete ricevere la vista del nostro Cantastorie col suo carretto di legno rosso o vivere altri momenti speciali con tante storie bellissime.

Novità FEBO 2019: lettura animata con disegni dal vivo!

Teatro di Prosa

TEMPESTE D'AMOR PERDUTE

Regia: Michele Modesto Casarin
Diana Veronese, capocomico degli Uniti: Katiuscia Bonato
Tristano De Bastian, suo figlio, caratterista: Matteo Fresch
Valentino Cortisei, amante di Diana, attor giovane: Nicola Perin
Isabella, favorita di Antonio Foscarini, poi figlia di Diana: Claudia Bellemo
Aiuto regia: Manuela Massimi
Maschere: Stefano Perocco di Meduna

Sinossi spettacolo:
La giovane Isabella, ritorna dall’Inghilterra alla metà del 1600, alla ricerca della compagnia di Commedia dell’arte “Gli Uniti”, diretta da Ottavio Romagnesi. La trova fortunosamente (nella migliore tradizione) al porto di Comacchio in procinto di imbarcarsi per la Slavonia. La peste ha lasciato solo in tre attori vivi : una donna e due uomini, che ormai disperano di poter rimettere in piedi il loro usuale repertorio. Diana, la madre, ora capocomico, è troppo vecchia per le parti giovanili e il figlio Tristano e l’attor giovane Valentino, sono troppo giovani per le fondamentali parti di Pantalone o del Dottore. Isabella li trova che cercano di rimettere in piedi scene di Ruzante, ultima risorsa. Dopo alcuni equivoci, Isabella rivelerà la sua identità alla madre e chiederà alla Compagnia di tornare a Venezia per portare in scena uno spettacolo a Palazzo Mocenigo in onore della contessa Arundel.

Di fonte all’impossibilità di mettere in scena un classico spettacolo di Commedia, la giovane Isabella mostrerà una possibile via d’uscita agli Uniti: una Commedia pastorale, che in Italia nessuno porta più in scena, ma fonte di ispirazione per William Shakespeare che grazie alle sue parole, al Globe di Londra sta ottenendo grande successo. Un vecchio mago e sua figlia che, su un’isola deserta, portano a termine una storia di amore e giustizia.

I quattro assieme, ne prenderanno le parole e porteranno in scena la Commedia, mischiando la poesia del bardo con i lazzi della Commedia dell’Arte. Creando così le loro “Tempeste d’amor perdute” Ma il destino nefasto in agguato manderà all’aria i piani dei nostri comici. Il finale… lo potrete vedere sul palcoscenico del vostro teatro.

Excursus storico:
La prima compagnia professionale di teatro nasce a Padova il 25 febbraio 1545, con regolare atto notarile, prima di partire a far comedie. Alla fine del 16° secolo, troupes di quella che era ormai nota come: Commedia dell’Arte, giravano tutta Europa, influenzando l’idea di teatro di tutte le nazioni, portando sulle scene l’improvvisazione, attori professionisti e un nuovo gusto per un certo grado di “naturalismo” (e attrici donne!).
A Londra, queste compagnie professionali risultano regolarmente ospiti della corte reale – ma anche della scena popolare inglese. William Shakespeare inizia la sua attività in città attorno al 1585, in piena esplosione della Commedia europea. È quasi certo che Shakespeare abbia conosciuto bene la Commedia, è lui a usare per la prima volta, a “inventare”, la parola inglese zany, tratta da Zanni (Malvolio, ne la Dodicesima notte), o a parlare di Pantalone in Come vi Piace (le sette età dell’uomo).
Chiare influenze italiane si trovano ne Molto rumore per nulla, due gentiluomini di Verona, Pene d’amor perdute, la bisbetica domata, Amleto [Polonio = Pantalone], Otello, e La Tempesta, una delle sue opere “mature” (1611) e più originali.
Quest’ultima ha sempre sfidato gli studiosi a cercarne le fonti, senza che si stabilisse un consenso su quali storie fossero all’origine del dramma. L’ipotesi più interessante, tuttavia, è quella avanzata da uno studioso britannico, secondo il quale La Tempesta sarebbe tratta da un’unica fonte principale: un canovaccio di Commedia dell’arte.
Abbiamo immaginato che i “regali” che la commedia italiana ha fatto al Bardo di Stratford Upon Avon, ritornino indietro in uno spettacolare circuito virtuoso.