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La vera storia di Hansel e Gretel

   
  Auditorium Comunale "Marcello Tonta"- Carmignano di Brenta

Una storia nota, ma non tra le più tradizionali – anche perché non è mica piacevole raccontare ai propri figli di genitori degeneri che mollano i figli nel bosco. Un’attrice che fa tutti i personaggi e tutte le voci, seduta su una sedia – tranne quando arriva il ciccionissimo Pao Pao, con baffi da gatto, orecchie da topo, naso da cane e vista da talpa. Lì bisogna proprio alzarsi in piedi!

Emozioni che spaziano dalla paura, al riso, allo stupore.

Naturalmente una morale: assaggiando si impara.

Ne La vera storia di Hansel e Gretel la struttura della fiaba originale viene mantenuta, ma il viaggio di crescita di Hansel e Gretel si trasforma anche nella scoperta di alimenti diversi.

 

I due protagonisti assaggeranno, a volte con entusiasmo a volte con circospezione, cose che mai avevano visto prima – arance, pesce, alcune verdure (le arance non crescono nel bosco… ma neanche “nel negozio” come ha risposto un bambino) con tutte le reazioni del caso, che ogni genitore conosce bene, fin dalla loro più tenera infanzia. Hansel e Gretel dovranno districarsi tra il colore e la consistenza ributtanti della nutella (“è cacca!”), e il suo piacevole profumo.

La vivacità del racconto e la continua interazione con i bambini, cui la narratrice rivolge richieste e domande, creano un ascolto attivo, quasi una partecipazione nella narrazione; i bambini (e i genitori con loro) riflettono e ridono di loro stessi. Perché lo sanno benissimo quali sono i loro rispettivi vizi e capricci! e si vedono rispecchiati nei due protagonisti.

 “Il racconto è nato per i bambini, cui l’ho raccontato per un anno nelle scuole. Piano piano ha raggiunto una forma che utilizzava meccanismi comici e del racconto che lo rendevano efficace e comunicativo come volevo. Non è stato facile. I bambini si dice siano un pubblico difficile: perché o sei onesto nel comunicare, o non nascondono per educazione gli sbadigli. Ed è stata una felice sorpresa, alla fine, scoprire che anche i genitori che li accompagnavano si divertivano e ridevano come i loro figli.”

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