I nostri prossimi eventi

Novembre 2019

Venerdì, 15-11-2019

To Be

 
  Palestra della Scuola Secondaria - Ponte di Piave (TV)

Testo e regia: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Katiuscia Bonato e Matteo Fresch
Supervisione drammaturgica: Paola Bigatto
Musiche originali: 14/92
Costumi: Matteo Fresch
Realizzato con il contributo dell’Ufficio Scolastico Territoriale

Sinossi spettacolo:
Alessandro, un ragazzo all’ultimo anno di liceo, piomba nel bagno della scuola. È disperato: i compagni lo bullizzano, Maddalena non lo degna di uno sguardo, i suoi non lo capiscono e per di più qualcuno gli ha imbrattato il giubbotto nuovo. L’unica consolazione pare TO BE, una app gratuita in cui puoi fare domande e ricevere risposte anonime. Anche Alessandro se l’è scaricata ma senza ottenere i risultati sperati.

In quello arriva Ornella, la gagliarda bidella della scuola, che prova ad aiutare Alessandro pur appartenendo ad una generazione molto lontana da tutta quella tecnologia. Paradossalmente, sarà proprio grazie a TO BE che entrambi verranno messi alla prova e stimolati a fare un cambiamento che richiederà una loro scelta.

Uno spettacolo che parla di identità, di cyberbullismo e che ha come verbo assoluto lo scegliere. Adatto ad un pubblico di studenti della Scuola secondaria e adulti. Ironico, graffiante e con note amare.

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Domenica, 17-11-2019

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?

 
  Auditorium "A. Vivaldi" - Cassola (VI)

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene: Enrico Patechi e Ilaria Schio
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Tratto liberamente da "Frankenstein" di Mary Shelley

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Domenica, 17-11-2019

Il rapimento della principessa Gisella - INGRESSO GRATUITO

 
  L'Energia del Teatro - Sala Teatro Parrocchiale - Santa Giustina in Colle (PD)

I burattini di Mattia

Di e con: Mattia Zecchi

La scena si apre con la scomparsa della Principessa Gisella.
Suo padre il re, disperato per la perdita della figlia, dà mandato a Fagiolino di trovarla e riportarla al castello.
Egli, aiutato da un potente mago riuscirà a smascherare gli infidi aiutanti di Sua Maestà che, invece di salvare la principessa, erano in realtà coloro che l’avevano imprigionata. Tra esilaranti battute e combattimenti a suon di bastonate, la principessa tornerà al castello innamorata del suo salvatore Fagiolino, che diventerà così principe del regno. Storia originale ed  avvincente, che prende spunto dal repertorio favolistico.

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Martedì, 19-11-2019

Il mago di Oz

 
  Teatro di Fondo - Fondo (TN)

Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione Aida
Elaborazione testo: Gianluca Meis
Regia: Pino Costalunga
Con: Claudia Bellemo, Sara Favero, Nicola Perin
Pupazzi: Nicola Perin
Oggetti di scena: Guglielmo Avesani
Tecnica utilizzata: Teatro d'attore e di figura 
Durata: 60 minuti

Dorothy, una bambina che vive nel Kansas assieme ai propri zii, viene scaraventata da un ciclone improvviso in un paese popolato da strani personaggi. Atterra nel villaggio dei Succhialimoni, degli ometti bizzarri che la ringraziano perché ha ucciso la Strega cattiva dell’Est, schiacciata dalla caduta della casa.

Il suo unico pensiero è quello di fare ritorno a casa, ma pare che il solo che possa aiutarla è il Mago di Oz. Lungo il cammino che la condurrà dal Mago, Dorothy incontra lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Vigliacco. I nuovi amici di Dorothy pensano di avere un vuoto da colmare, per questo hanno bisogno dell’intervento del Mago di Oz. Lo Spaventapasseri crede di aver bisogno di un cervello, il Boscaiolo di Latta di un cuore e il Leone di coraggio, mentre Dorothy non vuole fare altro che ritornare nel suo paese.

Durante il viaggio, ognuno di loro, affrontando le proprie paure per superare gli ostacoli che incontrerà lungo il percorso, mostrerà di possedere già ciò che pensava gli mancasse.

Rivolgendoci direttamente al testo di Baum, abbiamo cercato di evidenziarne l'aspetto più "fantastico" legato a quell'esperienza attraverso cui tutti siamo passati: quel pericoloso e tortuoso cammino che è il crescere, il diventare grandi. Ci vuole decisamente cervello, cuore e coraggio!

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Mercoledì, 20-11-2019

Il mago di Oz

 
  Teatro di Romallo - Romallo (TN)

Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione Aida
Elaborazione testo: Gianluca Meis
Regia: Pino Costalunga
Con: Claudia Bellemo, Sara Favero, Nicola Perin
Pupazzi: Nicola Perin
Oggetti di scena: Guglielmo Avesani
Tecnica utilizzata: Teatro d'attore e di figura 
Durata: 60 minuti

Dorothy, una bambina che vive nel Kansas assieme ai propri zii, viene scaraventata da un ciclone improvviso in un paese popolato da strani personaggi. Atterra nel villaggio dei Succhialimoni, degli ometti bizzarri che la ringraziano perché ha ucciso la Strega cattiva dell’Est, schiacciata dalla caduta della casa.

Il suo unico pensiero è quello di fare ritorno a casa, ma pare che il solo che possa aiutarla è il Mago di Oz. Lungo il cammino che la condurrà dal Mago, Dorothy incontra lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Vigliacco. I nuovi amici di Dorothy pensano di avere un vuoto da colmare, per questo hanno bisogno dell’intervento del Mago di Oz. Lo Spaventapasseri crede di aver bisogno di un cervello, il Boscaiolo di Latta di un cuore e il Leone di coraggio, mentre Dorothy non vuole fare altro che ritornare nel suo paese.

Durante il viaggio, ognuno di loro, affrontando le proprie paure per superare gli ostacoli che incontrerà lungo il percorso, mostrerà di possedere già ciò che pensava gli mancasse.

Rivolgendoci direttamente al testo di Baum, abbiamo cercato di evidenziarne l'aspetto più "fantastico" legato a quell'esperienza attraverso cui tutti siamo passati: quel pericoloso e tortuoso cammino che è il crescere, il diventare grandi. Ci vuole decisamente cervello, cuore e coraggio!

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Sabato, 23-11-2019

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein? - doppia replica

 
  Auditorium Fonato - Thiene (VI) - Seconda replica ore 18:00

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene: Enrico Patechi e Ilaria Schio
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Tratto liberamente da "Frankenstein" di Mary Shelley

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Domenica, 24-11-2019

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?

 
  Teatro Stimate - Verona

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene: Enrico Patechi e Ilaria Schio
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Tratto liberamente da "Frankenstein" di Mary Shelley

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Lunedì, 25-11-2019

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?

 
  Teatro Stimate - Verona

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene: Enrico Patechi e Ilaria Schio
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Tratto liberamente da "Frankenstein" di Mary Shelley

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Martedì, 26-11-2019

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?

 
  Teatro Stimate - Verona

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene: Enrico Patechi e Ilaria Schio
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Tratto liberamente da "Frankenstein" di Mary Shelley

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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