I nostri prossimi eventi

Marzo 2020

Domenica, 01-03-2020

Il Carretto del Cantastorie

  Fiera "Casa su misura", Padova Fiere

Testo: Gianluca Meis
Interpretato da: Francesca D’Este

Sinossi spettacolo:
Dopo una raccolta accurata di storie della tradizione, orale e non, tipiche del territorio padovano, uno scrittore le ha trasformate in racconti e un attore (il cantastorie), è andato di paese in paese, di borgo in borgo, a raccontarle... proprio come una volta, con il solo ausilio della parola e di un carretto speciale che conterrà appunto tutte queste storie.
Francesca D’Este, attrice professionista ed esperta narratrice riuscirà a ricreare, con il solo ausilio delle parole, del tono della voce e delle espressioni, delle immagini vive negli occhi degli spettatori. Tre fiabe folkloristiche che suscitano curiosità e divertimento in chiunque le ascolti.

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Domenica, 01-03-2020

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?

 
  Teatro "Ai Colli", Padova

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene: Enrico Patechi e Ilaria Schio
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Tratto liberamente da "Frankenstein" di Mary Shelley

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Domenica, 01-03-2020

Storie di Lupi - INGRESSO GRATUITO

 
  L'Energia del Teatro - Teatro Dario Fo - Camponogara (VE)

RASSEGNA "L'ENERGIA DEL TEATRO"

INGRESSO GRATUITO

Di  Alberto De Bastiani e Giovanni Trimeri

Burattini e Pupazzi realizzati da Michele Callegher e Jimmi Davies

Poveri lupi, bastonati e maltrattati sempre affamati ed evitati da tutti.
Ma sono proprio così cattivi? Fanno così paura?
Di sicuro non sono molto fortunati
Vi ricordate di quel lupo che bussò alla porta dei tre porcellini? Poverino
E di quello che incontrò nel bosco Cappuccetto Rosso? Brutta giornata quella..
Ma finalmente anche il lupo potrà dire la sua, raccontarci queste storie in prima persona, darci la sua versione dei fatti.
Burattini, pupazzi, narrazione e musica dal vivo sono gli ingredienti usati per raccontare due famose favole e parlare in modo semplice e divertente di rispetto della diversità.

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Lunedì, 02-03-2020

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?

 
  Teatro "Ai Colli", Padova

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene: Enrico Patechi e Ilaria Schio
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Tratto liberamente da "Frankenstein" di Mary Shelley

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Giovedì, 05-03-2020

La lampada dei desideri

 
  Teatro Ferrari - Camposampiero (PD)

--- SPETTACOLO PER FAMIGLIE ---
La Lampada dei desideri
Produzione: Febo Teatro
Di: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Nicola Perin
Costumi: Matteo Fresch
Scenografia: Sergio Perin
Scene: Enrico Patechi
Effetti video: Fusion Media

Descrizione:
Realizzare i nostri desideri senza attese e senza fatica, è davvero quello che vogliamo o il bello sta anche nel conquistarsi le cose? Su questo quesito si baserà il percorso del nostro moderno Aladino alle prese con pigrizia, piccoli capricci e grandi ambizioni. Uno spettacolo che affronta il tema dell’impazienza in una chiave tutta nuova, riscrivendo la famosa Fiaba in una cornice contemporanea, anche grazie all’utilizzo di effetti digitali, senza perdere gli ammalianti richiami orientali che da secoli affascinano grandi e piccini.

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Venerdì, 06-03-2020

La lampada dei desideri

  Teatro "Pietro Orseolo", Mestre (VE)

--- SPETTACOLO PER FAMIGLIE ---
La Lampada dei desideri
Produzione: Febo Teatro
Di: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Nicola Perin
Costumi: Matteo Fresch
Scenografia: Sergio Perin
Scene: Enrico Patechi
Effetti video: Fusion Media

Descrizione:
Realizzare i nostri desideri senza attese e senza fatica, è davvero quello che vogliamo o il bello sta anche nel conquistarsi le cose? Su questo quesito si baserà il percorso del nostro moderno Aladino alle prese con pigrizia, piccoli capricci e grandi ambizioni. Uno spettacolo che affronta il tema dell’impazienza in una chiave tutta nuova, riscrivendo la famosa Fiaba in una cornice contemporanea, anche grazie all’utilizzo di effetti digitali, senza perdere gli ammalianti richiami orientali che da secoli affascinano grandi e piccini.

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Venerdì, 06-03-2020

Tempeste d'amor perdute

 
  Teatro "C. Goldoni" - Bagnoli di Sopra (PD)

Drammaturgia Andrea Pennacchi e Michele Modesto Casarin
Con Diana Ramponi, Katiuscia Bonato, Matteo Fresch, Nicola Perin e Marianna Fernetich
Regia Michele Modesto Casarin

Premessa

La prima compagnia professionale di teatro nasce a Padova il 25 febbraio 1545, con regolare atto notarile, prima di partire a far comedie. Alla fine del 16° secolo, troupes di quella che era ormai nota come: Commedia dell’Arte, giravano tutta Europa, influenzando l’idea di teatro di tutte le nazioni, portando sulle scene l’improvvisazione, attori professionisti e un nuovo gusto per un certo grado di “naturalismo” (e attrici donne!).

A Londra, queste compagnie professionali risultano regolarmente ospiti della corte reale – ma anche della scena popolare inglese. William Shakespeare inizia la sua attività in città attorno al 1585, in piena esplosione della Commedia europea. È quasi certo che Shakespeare abbia conosciuto bene la Commedia, è lui a usare per la prima volta, a “inventare”, la parola inglese zany, tratta da Zanni (Malvolio, ne la Dodicesima notte), o a parlare di Pantalone in Come vi Piace (le sette età dell’uomo).

Chiare influenze italiane si trovano ne Molto rumore per nulla, due gentiluomini di Verona, Pene d’amor perdute, la bisbetica domata, Amleto [Polonio = Pantalone], Otello,  e La Tempesta, una delle sue opere “mature” (1611) e più originali.

Quest’ultima ha sempre sfidato gli studiosi a cercarne le fonti, senza che si stabilisse un consenso su quali storie fossero all’origine del dramma. L’ipotesi più interessante, tuttavia, è quella avanzata da uno studioso britannico, secondo il quale La Tempesta sarebbe tratta da un’unica fonte principale: un canovaccio di Commedia dell’arte.

Scenario

Abbiamo immaginato che i “regali” che la commedia italiana ha fatto al Bardo di Stratford Upon Avon, ritornino indietro in uno spettacolare circuito virtuoso.

La giovane Isabella, ritorna dall’Inghilterra alla metà del 1600, alla ricerca della compagnia di Commedia dell’arte “Gli Uniti”, diretta da Ottavio Romagnesi. La trova fortunosamente (nella migliore tradizione) al porto di Comacchio in procinto di imbarcarsi per Venezia. La peste ha lasciato solo in tre attori vivi : una donna e due uomini, che ormai disperano di poter rimettere in piedi il loro usuale repertorio. Diana, la madre, ora capocomico, è troppo vecchia per le parti giovanili e il figlio Tristano e l’attor giovane Valentino, sono troppo giovani per le fondamentali parti di Pantalone o del Dottore. Isabella li trova che cercano di rimettere in piedi scene di Ruzante, ultima risorsa. Dopo alcuni equivoci, Isabella rivelerà la sua identità alla madre e chiederà alla Compagnia di tornare a Venezia per portare in scena uno spettacolo a Palazzo Mocenigo in onore della contessa Arundel.

Di fonte all’impossibilità di mettere in scena un classico spettacolo di Commedia, la giovane Isabella mostrerà una possibile via d’uscita agli Uniti: una Commedia pastorale, che in Italia nessuno porta più in scena, ma fonte di ispirazione per William Shakespeare che grazie alle sue parole, al Globe di Londra sta ottenendo grande successo. Un vecchio mago e sua figlia che, su un’isola deserta, portano a termine una storia di amore e giustizia.

I quattro assieme, ne prenderanno le parole e porteranno in scena la Commedia, mischiando la poesia del bardo con i lazzi della Commedia dell’Arte.  Creando così le loro “Tempeste d’amor perdute” Ma il destino nefasto in agguato manderà all’aria i piani dei nostri comici. Il finale… lo potrete vedere sul palcoscenico del vostro teatro.

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Sabato, 07-03-2020

Il Carretto del Cantastorie

  Fiera "Casa su misura", Padova Fiere

Testo: Gianluca Meis
Interpretato da: Francesca D’Este

Sinossi spettacolo:
Dopo una raccolta accurata di storie della tradizione, orale e non, tipiche del territorio padovano, uno scrittore le ha trasformate in racconti e un attore (il cantastorie), è andato di paese in paese, di borgo in borgo, a raccontarle... proprio come una volta, con il solo ausilio della parola e di un carretto speciale che conterrà appunto tutte queste storie.
Francesca D’Este, attrice professionista ed esperta narratrice riuscirà a ricreare, con il solo ausilio delle parole, del tono della voce e delle espressioni, delle immagini vive negli occhi degli spettatori. Tre fiabe folkloristiche che suscitano curiosità e divertimento in chiunque le ascolti.

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Sabato, 07-03-2020

Bricola e Regina - Rassegna Rusticalia

 
  Sala Teatro Parrocchiale - Santa Giustina in Colle (PD)

3° Appuntamento della rassegna RUSTICALIA


BRICOLA E REGINA
Quattro ciacole in panchina
Giorgio Bertan & Eleonora Fuser

di Giorgio Bertan

Dopo circa vent’anni dalla loro invenzione, queste due maschere ci intratterranno ancora con nuove ed esilaranti trovate, aggiornate all’attualità, intervallate a momenti di intimità comico-grotteschi, conditi con un linguaggio popolare ormai quasi estinto. Il pubblico, coinvolto dal loro saporito mondo, viene idealmente fatto proseguire lungo l’antica via della Commedia dell’Arte, di cui i due attori sono magistralmente interpreti.

In questo spettacolo, i due protagonisti, reduci dall’ospizio di S. Lorenzo a Venezia, seduti sulla panchina di un campiello, tra temi universali e vita quotidiana, dialogano ai margini della società sul difficile mondo della terza età, e sono pronti a ragionarci sopra con chiunque, all’insegna di un grande amore per la vita. La loro storia di coppia, il passato di ricordi, i rimpianti, le delusioni, le paure, il cinismo, (si stava meglio quando si stava peggio) si alternano tra litigi, scherzi e tenerezze e, nella loro pur scomoda vita di strada, esprimono tutto il loro amore per la vita (siamo sempre arrampicati alla vita).

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Domenica, 08-03-2020

La lampada dei desideri

 
  Teatro "La Perla", Torreglia (PD)

--- SPETTACOLO PER FAMIGLIE ---


La Lampada dei desideri
Produzione: Febo Teatro
Di: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Nicola Perin
Costumi: Matteo Fresch
Scenografia: Sergio Perin
Scene: Enrico Patechi
Effetti video: Fusion Media

Descrizione:
Realizzare i nostri desideri senza attese e senza fatica, è davvero quello che vogliamo o il bello sta anche nel conquistarsi le cose? Su questo quesito si baserà il percorso del nostro moderno Aladino alle prese con pigrizia, piccoli capricci e grandi ambizioni. Uno spettacolo che affronta il tema dell’impazienza in una chiave tutta nuova, riscrivendo la famosa Fiaba in una cornice contemporanea, anche grazie all’utilizzo di effetti digitali, senza perdere gli ammalianti richiami orientali che da secoli affascinano grandi e piccini.

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Sabato, 14-03-2020

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein? INGRESSO GRATUITO

 
  Teatro "Aurora", Campodarsego (PD)

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene: Enrico Patechi e Ilaria Schio
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Tratto liberamente da "Frankenstein" di Mary Shelley

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Domenica, 15-03-2020

Clarabella e le Rabbiastorie

 
  Teatro "Momo", Mestre (VE)

Testo: Gianluca Meis
Regia: Nicola Perin
Con: Claudia Bellemo, Teo Matteo Fresch
Musiche originali: Claudia Bellemo
Scenografia: Enrico Patechi

Sinossi:
Come affrontare la rabbia? Come uscire da quel labirinto di emozioni e voci interiori in cui spesso finiscono i bambini? Un strada è la consapevolezza: prendere coscienza di trovarsi in un labirinto e decidere di uscirne.
Ed ecco che entra in gioco il linguaggio del teatro. Per sfuggire da una sicura punizione, Clarabella si nasconde nello sgabuzzino della scuola dove incontra Tobia e scopre che non è l’unica ad arrabbiarsi facilmente.
Da lì prende il via un viaggio fantastico fatto di colpi di scena e di storie nelle quali la rabbia si scontrerà con le altre emozioni.

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Domenica, 15-03-2020

Teatro dei Piedi

 
  Teatro "La Perla", Torreglia (PD)

DIRETTAMENTE DA AMERICA'S GOT TALENT e TU SI QUE VALES, l'artista argentina di teatro di figura Veronica Gonzalez si esibirà nel suo spettacolare cavallo di battaglia, rappresentato in più di 30 paesi.

"Una galleria di esilaranti personaggi che intrattengono, emozionano e fanno riflettere a bambini e adulti per uguale.
E’ difficile credere che questo vivace spettacolo è interamente eseguito da una donna che crea dei personaggi con diverse parti del suo corpo. Date un'occhiata più da vicino e noterete che la faccia del personaggio è la pianta del suo piede!!! Ma le storie si svolgono con tale frenesia e i personaggi sono così espressivi che sembra quasi di guardare un cartone animato.
Siete tutti benvenuti a questo spettacolo di teatro di figura commovente e divertente che ha un linguaggio universale capace di comunicare con tutto il mondo".

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Lunedì, 16-03-2020

Clarabella e le Rabbiastorie

 
  Teatro "Momo", Mestre (VE)

Testo: Gianluca Meis
Regia: Nicola Perin
Con: Claudia Bellemo, Teo Matteo Fresch
Musiche originali: Claudia Bellemo
Scenografia: Enrico Patechi

Sinossi:
Come affrontare la rabbia? Come uscire da quel labirinto di emozioni e voci interiori in cui spesso finiscono i bambini? Un strada è la consapevolezza: prendere coscienza di trovarsi in un labirinto e decidere di uscirne.
Ed ecco che entra in gioco il linguaggio del teatro. Per sfuggire da una sicura punizione, Clarabella si nasconde nello sgabuzzino della scuola dove incontra Tobia e scopre che non è l’unica ad arrabbiarsi facilmente.
Da lì prende il via un viaggio fantastico fatto di colpi di scena e di storie nelle quali la rabbia si scontrerà con le altre emozioni.

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Mercoledì, 18-03-2020

To Be

 
  Teatro "Quirino De Giorgio", Vigonza (PD)

Testo e regia: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Katiuscia Bonato e Matteo Fresch
Supervisione drammaturgica: Paola Bigatto
Musiche originali: 14/92
Costumi: Matteo Fresch
Realizzato con il contributo dell’Ufficio Scolastico Territoriale

Sinossi spettacolo:
Alessandro, un ragazzo all’ultimo anno di liceo, piomba nel bagno della scuola. È disperato: i compagni lo bullizzano, Maddalena non lo degna di uno sguardo, i suoi non lo capiscono e per di più qualcuno gli ha imbrattato il giubbotto nuovo. L’unica consolazione pare TO BE, una app gratuita in cui puoi fare domande e ricevere risposte anonime. Anche Alessandro se l’è scaricata ma senza ottenere i risultati sperati.

In quello arriva Ornella, la gagliarda bidella della scuola, che prova ad aiutare Alessandro pur appartenendo ad una generazione molto lontana da tutta quella tecnologia. Paradossalmente, sarà proprio grazie a TO BE che entrambi verranno messi alla prova e stimolati a fare un cambiamento che richiederà una loro scelta.

Uno spettacolo che parla di identità, di cyberbullismo e che ha come verbo assoluto lo scegliere. Adatto ad un pubblico di studenti della Scuola secondaria e adulti. Ironico, graffiante e con note amare.

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Venerdì, 20-03-2020

La lampada dei desideri

 
  Teatro "Quirino De Giorgio", Vigonza (PD)

--- SPETTACOLO PER FAMIGLIE ---


La Lampada dei desideri
Produzione: Febo Teatro
Di: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Nicola Perin
Costumi: Matteo Fresch
Scenografia: Sergio Perin
Scene: Enrico Patechi
Effetti video: Fusion Media

Descrizione:
Realizzare i nostri desideri senza attese e senza fatica, è davvero quello che vogliamo o il bello sta anche nel conquistarsi le cose? Su questo quesito si baserà il percorso del nostro moderno Aladino alle prese con pigrizia, piccoli capricci e grandi ambizioni. Uno spettacolo che affronta il tema dell’impazienza in una chiave tutta nuova, riscrivendo la famosa Fiaba in una cornice contemporanea, anche grazie all’utilizzo di effetti digitali, senza perdere gli ammalianti richiami orientali che da secoli affascinano grandi e piccini.

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Venerdì, 20-03-2020

Tempeste d'amor perdute

 
  Teatro Filarmonico, Piove di Sacco (PD)

Drammaturgia Andrea Pennacchi e Michele Modesto Casarin
Con Diana Ramponi, Katiuscia Bonato, Matteo Fresch, Nicola Perin e Marianna Fernetich
Regia Michele Modesto Casarin

Premessa

La prima compagnia professionale di teatro nasce a Padova il 25 febbraio 1545, con regolare atto notarile, prima di partire a far comedie. Alla fine del 16° secolo, troupes di quella che era ormai nota come: Commedia dell’Arte, giravano tutta Europa, influenzando l’idea di teatro di tutte le nazioni, portando sulle scene l’improvvisazione, attori professionisti e un nuovo gusto per un certo grado di “naturalismo” (e attrici donne!).

A Londra, queste compagnie professionali risultano regolarmente ospiti della corte reale – ma anche della scena popolare inglese. William Shakespeare inizia la sua attività in città attorno al 1585, in piena esplosione della Commedia europea. È quasi certo che Shakespeare abbia conosciuto bene la Commedia, è lui a usare per la prima volta, a “inventare”, la parola inglese zany, tratta da Zanni (Malvolio, ne la Dodicesima notte), o a parlare di Pantalone in Come vi Piace (le sette età dell’uomo).

Chiare influenze italiane si trovano ne Molto rumore per nulla, due gentiluomini di Verona, Pene d’amor perdute, la bisbetica domata, Amleto [Polonio = Pantalone], Otello,  e La Tempesta, una delle sue opere “mature” (1611) e più originali.

Quest’ultima ha sempre sfidato gli studiosi a cercarne le fonti, senza che si stabilisse un consenso su quali storie fossero all’origine del dramma. L’ipotesi più interessante, tuttavia, è quella avanzata da uno studioso britannico, secondo il quale La Tempesta sarebbe tratta da un’unica fonte principale: un canovaccio di Commedia dell’arte.

Scenario

Abbiamo immaginato che i “regali” che la commedia italiana ha fatto al Bardo di Stratford Upon Avon, ritornino indietro in uno spettacolare circuito virtuoso.

La giovane Isabella, ritorna dall’Inghilterra alla metà del 1600, alla ricerca della compagnia di Commedia dell’arte “Gli Uniti”, diretta da Ottavio Romagnesi. La trova fortunosamente (nella migliore tradizione) al porto di Comacchio in procinto di imbarcarsi per Venezia. La peste ha lasciato solo in tre attori vivi : una donna e due uomini, che ormai disperano di poter rimettere in piedi il loro usuale repertorio. Diana, la madre, ora capocomico, è troppo vecchia per le parti giovanili e il figlio Tristano e l’attor giovane Valentino, sono troppo giovani per le fondamentali parti di Pantalone o del Dottore. Isabella li trova che cercano di rimettere in piedi scene di Ruzante, ultima risorsa. Dopo alcuni equivoci, Isabella rivelerà la sua identità alla madre e chiederà alla Compagnia di tornare a Venezia per portare in scena uno spettacolo a Palazzo Mocenigo in onore della contessa Arundel.

Di fonte all’impossibilità di mettere in scena un classico spettacolo di Commedia, la giovane Isabella mostrerà una possibile via d’uscita agli Uniti: una Commedia pastorale, che in Italia nessuno porta più in scena, ma fonte di ispirazione per William Shakespeare che grazie alle sue parole, al Globe di Londra sta ottenendo grande successo. Un vecchio mago e sua figlia che, su un’isola deserta, portano a termine una storia di amore e giustizia.

I quattro assieme, ne prenderanno le parole e porteranno in scena la Commedia, mischiando la poesia del bardo con i lazzi della Commedia dell’Arte.  Creando così le loro “Tempeste d’amor perdute” Ma il destino nefasto in agguato manderà all’aria i piani dei nostri comici. Il finale… lo potrete vedere sul palcoscenico del vostro teatro.

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Domenica, 22-03-2020

Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?

 
  Teatro auditorium centro culturale, San Giorgio di Mantova (MN)

Drammaturgia: Pino Costalunga
Scene: Enrico Patechi e Ilaria Schio
Costumi: Antonia Munaretti
Musiche originali: Leonardo Maria Frattini
Con: Claudia Bellemo, Matteo Fresch, Nicola Perin
Co-produzione: Febo Teatro e Fondazione AIDA

Tratto liberamente da "Frankenstein" di Mary Shelley

Sinossi spettacolo:
C’era una volta una mamma così povera ma così povera da non potere avere figli...e così decise di costruirsene uno! E lo chiamò Teo, come Prometeo, ma tutti lo chiamavano FRANKENSTEIN.

Anche il Dottor Frankenstein, del famoso romanzo di Mary Shelley, si costruisce una specie di figlioccio, in quel caso assai mostruoso e spaventoso, ed è proprio per questo che quel bambino costruito con dei pezzi trovati qua e là in una discarica, cucchiai, bucce di banana e altre cose strane, viene chiamato da tutti Frankenstein.

In realtà Teo è un bambino buono, ma è diverso da tutti gli altri: forse la mamma ha usato le cose sbagliate per fargli le mani e lui alle volte quando abbraccia stringe un po’ troppo forte e spesso fa male, forse la mamma ha messo troppo semolino per riempiergli il sacco con il quale ha dato forma alla testa, e lui non capisce subito tutto quello che gli si dice, ma basta avere un po’ di pazienza e anche lui riesce a capire. Forse ha un aspetto, un modo di camminare e di comportarsi così diverso dagli altri e così strano che è per questo che tutti lo prendono in giro e lo chiamano con il nomignolo del mostro famoso: Frankenstein.

Ma il suo cuore è un cuore fatto in maniera davvero particolare ed è un cuore come quello di tutti gli altri bambini, forse ancora più grande e più speciale di tutti gli altri cuori, perché la mamma ha usato le cose più belle e più preziose che aveva per costruirlo…quali? Non ve lo diciamo, non vogliamo raccontavi qui tutta la storia, vogliamo solo dirvi che è una storia dove si ride e dove ci si commuove, dolce e allegra, e con qualche piccolo brivido di paura di tanto in tanto, che parla di amore, di diversità, di rabbia e di gioia, di ricchezza e di povertà…. Una storia tutta per i bambini e per gli adulti che vogliono loro bene, una storia che si ispira molto liberamente al famoso romanzo di Mary Shelley adattandolo anche ai più piccoli.

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Domenica, 22-03-2020

Ucci ucci! Pollicino e altre fiabe

 
  Teatro "La Perla", Torreglia (PD)

Produzione: Stivalaccio Teatro - Anno di produzione: 2016
Di: Sara Allevi e Michele Mori
Con: Anna De Franceschi e Michele Mori in alternanza con Eleonora Marchiori e Leonardo Tosini
Allestimento scenico e costumi: Woodstock Teatro
Locandina: Silvia Lazzarin

Regia: Michele Mori

Due bambini, Emilio e Susanna, vivono la paura in modo diverso. Entrambi hanno ascoltato il racconto della fiaba di Pollicino e, nel buio della loro stanza da letto, s’immaginano l’arrivo dell’Orco.
Emilio è terrorizzato mentre Susanna è eccitata e pronta ad affrontare il terribile mostro. L’importante è non dormire, per non farsi cogliere impreparati! Ma come fare?
Per non addormentarsi le provano di tutte ma con scarsi risultati. Poi l’idea! L’unica cosa che può tenerli svegli è la paura stessa! Cominciano così a raccontarsi le storie che più li terrorizzano, condite da streghe, fantasmi e genitori crudeli!

La paura diventa così un gioco in cui i due bambini si troveranno a recitare e inventare, fino a dimenticarsi dell’Orco, o meglio, a saperlo affrontare con il sorriso.

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Venerdì, 27-03-2020

To Be

  Centro Asteria, Milano

Testo e regia: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Katiuscia Bonato e Matteo Fresch
Supervisione drammaturgica: Paola Bigatto
Musiche originali: 14/92
Costumi: Matteo Fresch
Realizzato con il contributo dell’Ufficio Scolastico Territoriale

Sinossi spettacolo:
Alessandro, un ragazzo all’ultimo anno di liceo, piomba nel bagno della scuola. È disperato: i compagni lo bullizzano, Maddalena non lo degna di uno sguardo, i suoi non lo capiscono e per di più qualcuno gli ha imbrattato il giubbotto nuovo. L’unica consolazione pare TO BE, una app gratuita in cui puoi fare domande e ricevere risposte anonime. Anche Alessandro se l’è scaricata ma senza ottenere i risultati sperati.

In quello arriva Ornella, la gagliarda bidella della scuola, che prova ad aiutare Alessandro pur appartenendo ad una generazione molto lontana da tutta quella tecnologia. Paradossalmente, sarà proprio grazie a TO BE che entrambi verranno messi alla prova e stimolati a fare un cambiamento che richiederà una loro scelta.

Uno spettacolo che parla di identità, di cyberbullismo e che ha come verbo assoluto lo scegliere. Adatto ad un pubblico di studenti della Scuola secondaria e adulti. Ironico, graffiante e con note amare.

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Sabato, 28-03-2020

To Be - Rassegna Teatro in Corso

 
  Teatro "C. Goldoni" - Bagnoli di Sopra (PD)

Testo e regia: Claudia Bellemo
Con: Claudia Bellemo, Katiuscia Bonato e Matteo Fresch
Supervisione drammaturgica: Paola Bigatto
Musiche originali: 14/92
Costumi: Matteo Fresch
Realizzato con il contributo dell’Ufficio Scolastico Territoriale

Sinossi spettacolo:
Alessandro, un ragazzo all’ultimo anno di liceo, piomba nel bagno della scuola. È disperato: i compagni lo bullizzano, Maddalena non lo degna di uno sguardo, i suoi non lo capiscono e per di più qualcuno gli ha imbrattato il giubbotto nuovo. L’unica consolazione pare TO BE, una app gratuita in cui puoi fare domande e ricevere risposte anonime. Anche Alessandro se l’è scaricata ma senza ottenere i risultati sperati.

In quello arriva Ornella, la gagliarda bidella della scuola, che prova ad aiutare Alessandro pur appartenendo ad una generazione molto lontana da tutta quella tecnologia. Paradossalmente, sarà proprio grazie a TO BE che entrambi verranno messi alla prova e stimolati a fare un cambiamento che richiederà una loro scelta.

Uno spettacolo che parla di identità, di cyberbullismo e che ha come verbo assoluto lo scegliere. Adatto ad un pubblico di studenti della Scuola secondaria e adulti. Ironico, graffiante e con note amare.

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Domenica, 29-03-2020

La Stamberga delle Scarpe

  Teatrino "Groggia", Venezia

Produzione: Febo Teatro
Fascia di età: dai 4 ai 10 anni
Tecnica: Teatro d’Attore
Regia: Matteo Fresch e Nicola Perin
Con: Claudia Bellemo, Gianluca Da Lio, Anna Scomparin
Durata: 55 Minuti
Costumi: Matteo Fresch
Scene: Enrico Patechi
Testo: Isabella La Forgia

Tre strampalati narratori raccontano la storia di Madame Le Tac, stilista di scarpe decaduta, che decide di rimettersi in gioco per realizzare il paio di scarpe adatto al matrimonio della principessa. Assieme a lei c’è Rocchetto, un bizzaro aiutante, talmente appassionato di scarpe, che ne riesce a parlare la lingua e loro rispondono.
Ma il passato a volte torna, e le paure di Le Tac sembrano riaffiorare quando la Principessa piomba nel negozio e si innamora di un vecchio paio di scarpe fatte di pelle di drago.
Tra colpi di scena e canzoni cantate dal vivo, i tre comici si diletteranno in questo racconto di redenzione e fantasia.
Uno spettacolo adatto a grandi e piccini, adattabile a spazi differenti (teatri, piazze, sale polivalenti), in cui la tecnica dell’attore si ispira ai ritmi e alla musicalità della Commedia dell’arte.

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Martedì, 31-03-2020

Le avventure degli Sprecontrollori

 
  Scuola Infanzia, Peraga di Vigonza (PD)

Testo: Lia Bonfio
Regia: Nicola Perin e Sara Favero
Con: Nicola Perin e Sara Favero
Pupazzi: Nicola Perin e Enrico Patechi

Sinossi spettacolo:
Gli sprecontrollori sono degli agenti speciali che combattono contro lo spreco. Devono affrontare quotidianamente gravi emergenze e salvare il mondo dagli spreconi più incalliti.

Il Capo, autoritario burattino, invia questi agenti ad affrontare missioni rocambolesche e imprevedibili. Durante lo spettacolo Rick e Jenny, sprecontrollori professionisti, si imbatteranno negli spreconi dell’acqua, dell’elettricità e del cibo, cercando di dissuaderli dalla loro pessima condotta. Ma Rick e Jenny ancora non sanno che il Capo ha in serbo per loro una missione speciale, molto più difficile di quelle affrontate finora.

Quale sarà questa impresa? Gli sprecontrollori riusciranno a superare tutte le sfide?

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Aprile 2020

Martedì, 07-04-2020

Le avventure degli Sprecontrollori

  Casa dei Carraresi, Due Carrare (PD)

Testo: Lia Bonfio
Regia: Nicola Perin e Sara Favero
Con: Nicola Perin e Sara Favero
Pupazzi: Nicola Perin e Enrico Patechi

Sinossi spettacolo:
Gli sprecontrollori sono degli agenti speciali che combattono contro lo spreco. Devono affrontare quotidianamente gravi emergenze e salvare il mondo dagli spreconi più incalliti.

Il Capo, autoritario burattino, invia questi agenti ad affrontare missioni rocambolesche e imprevedibili. Durante lo spettacolo Rick e Jenny, sprecontrollori professionisti, si imbatteranno negli spreconi dell’acqua, dell’elettricità e del cibo, cercando di dissuaderli dalla loro pessima condotta. Ma Rick e Jenny ancora non sanno che il Capo ha in serbo per loro una missione speciale, molto più difficile di quelle affrontate finora.

Quale sarà questa impresa? Gli sprecontrollori riusciranno a superare tutte le sfide?

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Giovedì, 23-04-2020

La Stamberga delle Scarpe

  Scuola Primaria, Terradura (PD)

Produzione: Febo Teatro
Fascia di età: dai 4 ai 10 anni
Tecnica: Teatro d’Attore
Regia: Matteo Fresch e Nicola Perin
Con: Claudia Bellemo, Gianluca Da Lio, Anna Scomparin
Durata: 55 Minuti
Costumi: Matteo Fresch
Scene: Enrico Patechi
Testo: Isabella La Forgia

Tre strampalati narratori raccontano la storia di Madame Le Tac, stilista di scarpe decaduta, che decide di rimettersi in gioco per realizzare il paio di scarpe adatto al matrimonio della principessa. Assieme a lei c’è Rocchetto, un bizzaro aiutante, talmente appassionato di scarpe, che ne riesce a parlare la lingua e loro rispondono.
Ma il passato a volte torna, e le paure di Le Tac sembrano riaffiorare quando la Principessa piomba nel negozio e si innamora di un vecchio paio di scarpe fatte di pelle di drago.
Tra colpi di scena e canzoni cantate dal vivo, i tre comici si diletteranno in questo racconto di redenzione e fantasia.
Uno spettacolo adatto a grandi e piccini, adattabile a spazi differenti (teatri, piazze, sale polivalenti), in cui la tecnica dell’attore si ispira ai ritmi e alla musicalità della Commedia dell’arte.

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Giovedì, 23-04-2020

Dinosauri sulla Luna

  Teatro Comunale, Pianiga (VE)

Testo: Gianluca Meis
Regia: Nicola Perin
Con: Alice Centazzo e Giulio Santolini / Claudia Bellemo e Nicola Perin
Consulenza: Luca Mosetti, Simone Favaretto
Pupazzi: Walter Mazzocchi
Didattica: Pleiadi
In collaborazione con: Pleiadi e Gran Guardia

Sinossi spettacolo:
Una storia di amicizia straordinaria e di un obiettivo da raggiungere. Ecco cos’è lo spettacolo “Dinosauri sulla Luna”. Tommy ha un amico fuori dal comune: un piccolo dinosauro che “abita” in uno scatolone. L’imminente trasloco di Tommy, però, rende difficile nascondere ancora a lungo l’amico...ma ecco che il giornale radio svela che sulla Luna ci sono i dinosauri! Ma per raggiungerli come si può fare?

Costruire un razzo! Il progetto non è facile: servono competenze e, soprattutto, risorse economiche, ma Tommy non si abbatte e con i risparmi e gli investimenti della paghetta del nonno, assieme all’ingegno della sua compagna di classe Cinzia, riusciranno a raggiungere l’obiettivo e a far ricongiungere l’amico dinosauro con i suoi simili.

Un traguardo raggiunto, un sogno realizzato, un’amicizia speciale e forse un amore che nasce…ecco il mix perfetto di questo spettacolo, che vuole far divertire ma anche insegnare che per i propri sogni bisogna lottare.

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Giovedì, 30-04-2020

La Stamberga delle Scarpe

  Teatro Comunale, Trebaseleghe (PD)

Produzione: Febo Teatro
Fascia di età: dai 4 ai 10 anni
Tecnica: Teatro d’Attore
Regia: Matteo Fresch e Nicola Perin
Con: Claudia Bellemo, Gianluca Da Lio, Anna Scomparin
Durata: 55 Minuti
Costumi: Matteo Fresch
Scene: Enrico Patechi
Testo: Isabella La Forgia

Tre strampalati narratori raccontano la storia di Madame Le Tac, stilista di scarpe decaduta, che decide di rimettersi in gioco per realizzare il paio di scarpe adatto al matrimonio della principessa. Assieme a lei c’è Rocchetto, un bizzaro aiutante, talmente appassionato di scarpe, che ne riesce a parlare la lingua e loro rispondono.
Ma il passato a volte torna, e le paure di Le Tac sembrano riaffiorare quando la Principessa piomba nel negozio e si innamora di un vecchio paio di scarpe fatte di pelle di drago.
Tra colpi di scena e canzoni cantate dal vivo, i tre comici si diletteranno in questo racconto di redenzione e fantasia.
Uno spettacolo adatto a grandi e piccini, adattabile a spazi differenti (teatri, piazze, sale polivalenti), in cui la tecnica dell’attore si ispira ai ritmi e alla musicalità della Commedia dell’arte.

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Maggio 2020

Venerdì, 15-05-2020

Dinosauri sulla Luna

  Sala Teatro Don Bosco - Bastia di Rovolon, PD

Testo: Gianluca Meis
Regia: Nicola Perin
Con: Alice Centazzo e Giulio Santolini / Claudia Bellemo e Nicola Perin
Consulenza: Luca Mosetti, Simone Favaretto
Pupazzi: Walter Mazzocchi
Didattica: Pleiadi
In collaborazione con: Pleiadi e Gran Guardia

Sinossi spettacolo:
Una storia di amicizia straordinaria e di un obiettivo da raggiungere. Ecco cos’è lo spettacolo “Dinosauri sulla Luna”. Tommy ha un amico fuori dal comune: un piccolo dinosauro che “abita” in uno scatolone. L’imminente trasloco di Tommy, però, rende difficile nascondere ancora a lungo l’amico...ma ecco che il giornale radio svela che sulla Luna ci sono i dinosauri! Ma per raggiungerli come si può fare?

Costruire un razzo! Il progetto non è facile: servono competenze e, soprattutto, risorse economiche, ma Tommy non si abbatte e con i risparmi e gli investimenti della paghetta del nonno, assieme all’ingegno della sua compagna di classe Cinzia, riusciranno a raggiungere l’obiettivo e a far ricongiungere l’amico dinosauro con i suoi simili.

Un traguardo raggiunto, un sogno realizzato, un’amicizia speciale e forse un amore che nasce…ecco il mix perfetto di questo spettacolo, che vuole far divertire ma anche insegnare che per i propri sogni bisogna lottare.

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